Archivio mensile:aprile 2012

La seconda vita

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Trama (da Ibs.it):

In un mondo governato dalla luce e dall’ombra, Etenn è un quattordicenne infelice della sua vita da scudiero, anche se il colore dorato dei suoi occhi lascia capire che in lui c’è qualcosa di speciale. Proprio quando Qurasch, il figlio del Demonio, minaccia di gettare la Terra di Lycenell nel buio e nel silenzio per condannarla alla sua stessa solitudine, Etenn entra in possesso del Sitael, una sfera di Luce allo stato puro, e da quel momento niente per lui sarà più come prima. Perché il Sitael è l’unica arma in grado di sconfiggere Qurasch, ed Etenn ha la capacità di usarlo come nessun altro. Nel lungo viaggio che lo porterà faccia a faccia con il suo nemico naturale, tra mille prove che riuscirà a superare solo grazie alla sua forza di volontà e all’aiuto degli amici che lo accompagneranno in questa seconda vita, Etenn dovrà mettere insieme i pezzi del proprio passato. E scoprirà lati di se stesso più oscuri di quanto non avrebbe voluto.

Sitael - La seconda vita
Alessia Fiorentino
2011, 457 p., rilegato
Rizzoli

Premetto che la recensione riguarderà la seconda edizione del libro, quella edita da Rizzoli, migliorata, sistemata e corretta. Detto questo, non oso pensare a come fosse l’edizione precedente.
In realtà Sitael, nonostante tutto (e il tutto è tanto) secondo me avrebbe avuto la possibilità di essere non dico un ottimo romanzo, ma perlomeno un buon libro per ragazzini di dieci anni (e non è una critica, non questa: non c’è niente di male a scrivere per ragazzini di dieci anni), se trattato da mani più esperte. Non metto in dubbio l’impegno e la buona volontà dell’autrice, ma il lavoro va valutato per quello che è.

La prima cosa che si può dire è che l’inesperienza traspare dalle pagine in maniera lampante. L’autrice ha dichiarato di non avere mai letto fantasy, e di avere scritto la storia che avrebbe voluto leggere. A parte il fatto che il mettersi a scrivere un genere che non si conosce è delirante, è più o meno la stessa cosa che ha detto Tolkien. Con risultati un tantino diversi (e con un diverso background di studi e documentazione).
A onor del vero, in un’intervista l’autrice ha specificato di essere stata fraintesa: non era vero, come lei aveva dichiarato, che non avesse mai letto fantasy. Aveva letto i lib

ri di Harry Potter e visto i film del Signore degli Anelli. Ehm, non so se questo a parere suo avesse dovuto cambiare tutto, ma non penso che una sola serie fantasy e un paio di film costituiscano un’esperienza di genere sufficiente per avventurarsi in un lavoro impegnativo come la stesura di un romanzo. Fine dell’angolo della pignola.

Nove punti chiave

Attenzione: di seguito mostruosi spoiler

1.    Narratore
Personalmente è stata la cosa che mi ha dato più fastidio. Il punto di vista adottato ufficialmente è il narratore onnisciente che va qua e là. Per la maggior parte della storia è esterno, che vomita informazioni random sui vari personaggi, il loro background, la loro storia, per poi entrare ogni tanto nella loro testa e passare a un’altra tre secondi dopo e… a me saliva il nervoso.
È il solito punto di vista irritante che spiega le cose tutte e subito, senza dare la possibilità al lettore di conoscere i personaggi poco per volta. In questo caso, visto che Etenn, il protagonista, perde la memoria, sarebbe stato carino non spiegare tutta la sua storia nelle prime righe – il lettore capisce che è il prescelto nel prologo, manco nel primo capitolo! – ma lasciare che venisse scoperta passo per passo a

ssieme ai personaggi. Ma forse era troppo difficile.

2.    Ma che caso!
Leggendo questo libro mi è sembrato di giocare a Pokémon. No, non ci sono mostriciattoli pucciosi in giro, ma seriamente come struttura mi dava più l’idea di un videogioco che di un romanzo. Per chiarire, i giocatori personaggi devono arrivare dal punto A al punto B, che in questo caso corrisponde alla città del Sole conquistata dal Cattivo e quindi avvolta nella tenebra. Sì, il cattivo vuole togliere la luce dal mondo. Senza luce non cresce nulla. Il cattivo mangia aria.
Ma continuiamo. Durante questo viaggio i nostri allegri protagonisti incontrano tutto l’ecosistema di Lycenell. Senza contare che loro sono tre sharephi, un elfa (poteva mancare?), un paio di umani più il protagonista che però è speciale, e allora…
Ovviamente i personaggi trovano sempre il modo di sfruttare le loro straordinarie abilità per salvarsi… no, era uno scherzo.
Sì, se avete pensato deus ex machina, avete pensato bene.

3.    Etenn
È biondo e ha gli occhi dorati. L’ho già detto che è biondo? Ed ha anche gli occhi dorati. Ed è pure biondo. Con gli occhi dorati.
Siete sicuri di aver capito che è biondo con gli occhi dorati?

4.    Sottigliezze
Quando parliamo di cura per i dettagli, non sono la persona più indicata per fare prediche. Come per qualsiasi altra cosa, come scrittrice sono parecchio distratta, e spesso anche come lettrice. Ma alle volte ci arrivo persino io.
Come può il capitano dell’esercito d’élite del continente essere uno storpio il cui atto eroico per meritarsi il titolo è stato salvare il fratello minore da un incendio buttandosi con lui dalla finestra?
Se per curare il veleno dato dalle zanne del drago è necessario mangiarne il cuore, come puoi dirmi «non uccideremo il drago, prenderemo solo un piccolo pezzo di cuore?»
Come puoi abbandonare un amico in pasto alle sirene, tornare una settimana dopo e pensare di trovarlo vivo? Sì, lo trovano vivo!
Saranno piccolezze prese una ad una – e questi sono solo degli esempi – ma sommati danno un senso generale di fastidio alla cosa cavolo sto leggendo io, ed è in questi casi che si vedono libri volare attraverso le stanze.

5.    Luce e ombra

Personalmente, non detesto le storie dalla trama un po’ scontata, se sono ben narrate e coinvolgenti. Appunto. Per questo il fatto che si trattasse di una lotta tra la luce e l’ombra, sebbene sia meno originale di un libro sui vampiri che vanno al liceo e s’innamorano, non mi ha schifata a prescindere. In generale il fantasy classico mi piace, e in generale la storia di Sitael m’incuriosiva.
Purtroppo, l’inesperienza ha il suo peso e si sente. Non in merito ai plagi, ma in merito alla strutturazione.

Non ci sono sfumature, ci sono i buoni, i cattivi, i cattivi che sembrano buoni e i buoni che sembrano cattivi, ma non c’è il grigio dell’essere umano.
Il cattivo è pura tenebra incarnata, vuole distruggere il mondo perché sì, è circondato da altri cattivi che sono quasi cattivi quanto lui, bla, bla, bla. Per questo dico che a otto o dieci anni può piacere. Oltre dovresti già aver imparato ad essere un pochino più esigente.

6.    Redenzione
Ovviamente, non mancano i cattivi che diventano buoni solo perché sfiorati dalla magica luce della bontà dei protagonisti. In questo è d’esempio il centauro buono che si sacrifica per salvarli mentre tutti i suoi compagnucci vorrebbero cuocerli alla brace e mangiarli per cena o venderli al supercattivo (non ricordo bene ora). Idem per il gigante, solo che qui c’è l’aggravante che il gigante era convinto di quello che faceva prima, ma bastano poche parole piene d’ammore da parte di Etenn per convincerlo a passare dalla parte dei buoni.
Sinceramente, torno a leggere Topolino.

7.    Miscellanea
Ora, non posso dire che questo sia un punto solamente negativo, ma ho trovato il libro un po’ troppo pieno di qualsiasicosa, come se fosse un grande contenitore per l’immondizia per tutto ciò che può un minimo “fare fantasy”, ma senza una precisa logica.
Ci sono i giganti, nascosti nelle montagne (e vabbè). Ci sono gli sharephi, degli strani ibridi di elfi e nonsocosa che detestano gli elfi perché millenni fa li hanno abbandonati (che ha la stessa logica del detestare gli ebrei nel 2012 per la morte di Cristo, ma tant’è…). Ci sono i centauri. Ci sono le ninfe. Ci sono i pirati, ovviamente classic style, sia mai ci si allontani un pochettino. Ci sono le idre. Ci sono le sirene. E di sicuro c’è anche qualcos’altro, solo che è un po’ di tempo che ho terminato il libro e non lo ricordo.
Ora, se tutte queste razze avessero un ruolo attivo mi starebbe bene, ma molte volte mi sapevano di messe lì per fare comparsata, come chi si piazza davanti alla telecamera del tiggì per salutare la mamma. Non mi piace pensare male, ma l’immagine che mi sono fatta suonava un po’ come: «visto quanto sono brava e fantasiosa? Ci ho messo anche i pirati

8.    Motivazioni
Penso che arrivati a questo punto dell’evoluzione umana l’Evil Overlord dovrebbe essere presente solo nelle parodie. Ora, capisco tutto, capisco l’essere frustrati (…), capisco l’essere incazzati con il mondo, capisco il sentirsi inferiori perché si è brutti e gli altri sono belli e luminosi, ma santa pazienza, solo io lo trovo un motivo idiota per distruggere il mondo?
Voglio dire, persino nei film più mentecatti sui supereroi ormai si sforzano di cercare motivazioni un pochino più articolate.
Il cattivo che vuole distruggere la terra perché sì ormai lo lascerei a Dragon Ball. Quando lo trovo su un libro pubblicato che non reca la scritta dai sei agli otto anni mi aspetto qualcosa di un pochino più profondo. Ah, e non crediate comunque che anche il cattivo non sia giovane e affascinante.

9.    Stile
Concludo con una tirata d’orecchi nel miglior stile maestrina frustrata. Come ho scritto, l’edizione è riveduta e corretta, rieditata e tutto quanto. Rimane comunque un pessimo libro.
Purtroppo non ho il libro sottomano – né avrei la forza per rileggere e cercare le citazioni, comunque – ma il raccontato la fa da padrone, con una generale sensazione di riassunto, specie nei punti chiave, com’è logico che sia (si fa per dire).
Ribadisco che comunque per essere un’opera prima di una ragazza che non ha mai studiato scrittura e che di fantasy ha letto poco o niente le potenzialità ce le ha. Insomma, per il momento siamo ancora al concime, ma mi sembra ci sia la discreta possibilità che crescendo dalla sua scrittura possa nascere qualcosa di buono, se coltivato nella maniera giusta.
Quindi, come opera d’esordio non ci siamo proprio, ma almeno c’è la buona volontà – scrive molto, a quanto ho letto, e ha già completato due trilogie e diversi libri autoconclusivi (certo che, se sono tutti così…)

In coda comunque apprezzo l’onestà della Rizzoli che l’ha venduto rilegato a dodici euro. Avessi dovuto spenderne una ventina mi sarei tenuta la curiosità.

Gusti discutibili

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Visto che *qualcuno* continua a dirmi che i miei gusti in fatto di uomini fanno schifo (com’era? Denutriti e sul punto di morire?), farò un tentativo: la lista dei nove uomini più  belli gnokki secondo me medesima.
Vediamo se è vero.

9. Harry Lloyd
Anche con i capelli platinati di Viserys, ma in fondo lo preferisco moro.
8. Paul Bettany
Anche quando faceva l’albino nel Codice da Vinci, almeno qualcosa in quel film si salva. La mia versione preferita rimane quella del tennista di Wimbledon.
7. Hyde
È giapponese, è Adam Lang. È. Ci metto vicino anche Tetsuji Tamayama, perché è Takumi e anche semplicemente perché sì.
6. Nestor Carbonell
Generalmente non mi piace l’uomo ispanico, ma lui fa eccezione.
5. Robert Pattinson
… No, è uno scherzo. Me lo sono fatto piacere quando interpretava Cedric solo perché interpretava Cedric, ma ho smesso quasi subito. Ma adesso non sembrerà da omicidio se dico Ian Somerhalder.
4. Michael Fassbender
Colpo di fulmine a metà di Bastardi Senza Gloria. Grande delusione nello scoprire che muore quasi subito.
3. Heath Ledger
Non gli ho mai perdonato di aver osato morire. Era il mio uomo ideale per tutto il periodo del liceo.
2. Tuomas Holopainen
Serve dire perché?
1. Cillian Murphy
Sì, mi piacciono mori e con gli occhi azzurri. E con l’aria bambinesca e contorta insieme.

… Aggiungo il decimo, perché “il decimo è quello decente”, no? E io sfido chiunque a dire «è brutto» davanti a una foto di Gregory Peck.