Degli insulti e della critica

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Cristoforo Colombo

Aggiungo i miei due cent a una questione già largamente trattata, ma che sembra ancora avvolta in una fitta nebbia di dubbi e opinioni contrastanti.
Molti autori pubblicati – non serve neanche fare dei nomi, a questo punto – si sono più volte scagliati contro le critiche, o, quando non lo hanno fatto, le hanno deliberatamente ignorate. Tutto ciò rientra tranquillamente nei loro diritti, non è mio interesse confutare ciò.
Il punto che voglio trattare è quando si dice che gli insulti vanno ignorati, che sono solo frutto di invidiosi o perditempo, che chi insulta un libro non merita nemmeno di essere preso in considerazione. Tutto ciò è vero fino a un certo punto.
Che gli insulti siano sbagliati, o al limite discutibili, penso siano tutti d’accordo. Sul fatto che siano da ignorare il discorso cambia.
Ma vado con ordine. Poniamo l’uscita del libro dell’autore esordiente Cristoforo Colombo. Libro fantasy, perché è il settore a maggiore concentrato di “cose che voi umani…”, che parla del viaggio dell’eroe Pippo e della sua allegra Compagnia per trovare il Talismano dell’Evil Overlord nel Regno delle Tenebre. Lasciamo perdere per un attimo il motivo per cui il libro viene pubblicato – Cristoforo ha dieci anni; la mamma di Cristoforo lavora per la casa editrice; Cristoforo conosce un agente letterario; Cristoforo è molto ricco; Cristoforo è molto fortunato – sta di fatto che tot tempo dopo il libro fa la sua bella mostra sullo scaffale della libreria della città, con tanto di copertina strafiga e venduto al modico prezzo di venti euro.
Aggiungiamo la clausola Buona Fede™: il romanzo è mediocre per essere buoni, la trama è aria fritta, il POV aleggia nell’Iperuranio, i duelli invece che dai personaggi sono combattuti da aggettivi e avverbi e il Deus ex Machina è sempre dietro l’angolo, ma Cristoforo questo non lo sa. Cristoforo è ingenuo, si è informato poco, si è fatto trarre in inganno dai complimenti di qualche parente che parla troppo, ha letto un paio di libri di fantasy italiano e si è fatto l’idea che è così che si scrive un libro. Quindi, non abbiamo davanti una persona disonesta che sa di scrivere vaccate e se ne frega dei lettori. Abbiamo un ragazzo/uomo ingenuo – forse un po’ tonto – che crede veramente di aver scritto, se non il capolavoro del secolo dopo Il Signore degli Anelli, perlomeno un libro godibile e formalmente corretto.
Passano le settimane, e cominciano ad arrivare le prime recensioni. Su dieci recensioni, quattro si possono riassumere in altrettante parole: il libro fa schifo.
Ohibò. Cristoforo è confuso, amareggiato, arrabbiato. E a ragione: chi non lo sarebbe se qualcuno dicesse che il proprio lavoro, frutto di fatica e impegno, fa schifo? Ma qui arriva il dilemma: secondo molti autori – e lettori – Cristoforo dovrebbe prestare orecchio solo alle altre recensioni (che in questo caso dicono un generico bellissimo!, senza a loro volta argomentare) e lasciare perdere chi insulta o dice che il libro fa schifo perché:
a)    è un frustrato/invidioso (ormai un evergreen);
b)    ha molto tempo da perdere
c)    vuole solo insultare
d)    non è una critica argomentata quindi non vale niente.
Il dilemma diventa, è giusto ignorare quel fa schifo non argomentato e prendere per Verità Assoluta™ un bellissimo altrettanto non argomentato?
Il punto è che dovrebbe valere il contrario. Mi spiego meglio.
Un libro di per sé regolarmente pubblicato – non da casa editrice a pagamento, che richiede un discorso a parte – dovrebbe essere bello di default. In questo caso dovrebbero entrare in gioco altre variabili, come quelle dei gusti personali, ma a parte qualche refuso o piccolo errore – che può sfuggire anche ai migliori – il libro dovrebbe non solo non fare schifo, ma essere di buona qualità e non provocare questo tipo di commenti.
Quando un lettore dice che un libro è bello, dice l’ovvio. È stato pubblicato, come minimo deve essere bello. Al massimo può non piacere per altri motivi.
Ma qualunque sia il motivo per il quale quattro persone pensino che faccia schifo, un autore dovrebbe avere il dovere di chiedersi perché quelle quattro persone lo pensano.
Perché sono invidiose. Questa è la tipica risposta da autore ignorante e pieno di sé che crede di aver scritto un capolavoro. La storia dell’invidia va bene finché si studia alle elementari, ma, gioie mie, che risultato devo aspettarmi dal lavoro di uno scrittore che ragiona come un bimbo delle elementari?
Perché non hanno altro da fare che criticare. E il recensore potrebbe ribattere che lo scrittore non aveva altro da fare che scrivere stronzate, è un discorso che non porta a nulla. Ognuno usa il suo tempo come vuole, come accusa è vuota.
Vuole solo insultare. Possibilissimo, di idioti è pieno il mondo. Ma secondo la mia esperienza gli idioti leggono poco, se leggono non recensiscono, se recensiscono scrivono bellissimo! È possibile, ma non è la prima possibilità.
Non è argomentato. Vero, ma, come sopra, neppure il bellissimo lo è. Una critica non argomentata è sempre una critica.
Nel libro c’è qualcosa che non va. La scoperta dell’acqua calda, l’unica ipotesi a cui un autore esordiente non arriva mai. Anche se un lettore è maleducato, usa le parolacce, insulta random, denigra lo scritto con le più becere metafore, magari, magari, non è perché ha mangiato pesce avariato a pranzo o perché il giorno prima si è preso le legnate e si sfoga demolendo romanzi altrui, o perché il nome Cristoforo gli ispira antipatia, ma perché nel libro ci sono dei difetti.
Quindi, prima di pensare a ipotesi complottistiche made in Italy, sarebbe opportuno chiedersi perché la lettura della propria opera ha fatto incazzare un lettore, ridere di gusto un altro, bruciare il libro un terzo. NON cominciare a dire chi sei tu per criticare, ma cosa ho scritto io per essere criticato. Lasciamo perdere quando la recensione negativa è articolata e ricca di argomenti, ma ancora viene bollata come da frustrati, o da soliti invidiosi.
Quindi, il succo del discorso è: ignorare gli insulti è da idioti. Perché se qualcuno insulta la tua opera – o te come autore, non certo come persona – dopo averla letta un motivo ce l’ha per forza. Ovviamente non nego la possibilità che qualcuno insulti perché sì, ma a logica direi che i casi sono davvero rari.
Per l’ennesima volta, quando Cristoforo pubblica, si espone a un giudizio: inutile poi lamentarsi se il giudizio è cattivo, crudele, malvagio o blasfemo.
Ha avuto ragione Neil Gaiman quando disse George Martin is not your bitch, ma è vero anche il contrario: un lettore non è un bidone della spazzatura programmato solo per fare complimenti. È una persona, come lo è l’autore. Inutile dire «è facile pubblicare su internet perché ci si nasconde dietro un soprannome», dal momento che non mi pare ci siano leggi che vietano di pubblicare sotto pseudonimo. Se ti metti in gioco con nome e faccia, accetti quello che ne viene. Se ne hai la maturità. Altrimenti, vai a piantare alberi.

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  1. “…i duelli sono invece che tra i personaggi sono combattuti da aggettivi e avverbi…”
    Esagerata XD

    Per il resto, non sono del tutto d’accordo. È vero che se si accetto il “è bellerrimo” senza alcun altra parola, allora si deve accettare anche il “Fa schifo” secco, ma il “Fa schifo secco” non è una critica. È un’esternazione, probabilmente a caldo, e poco più. Le critiche, per essere tali, devono essere argomentate. E, si spera, costruttive. E non è tanto la lunghezza in caratteri ad importare, altrimenti potresti considerare come una critica vera mezzo foglio word di insulti vari, il cui sunto sia solo ed unicamente “Fa schifo e te lo sto dicendo nella maniera più volgare possibile”. Quello non è criticare, quello è far sfoggio di “cultura”, che è ben diverso.

    Per cui, sì, se si accetta il “È bellissimo” senza neanche chiedere, magari, cosa sia piaciuto, un bel “Fa schifo” secco lo si deve tenere in considerazione, ma se si cerca un feedback nei commenti positivi, allora il “Fa schifo” secco perde di ogni validità.

    • Tutto il romanzo del povero Cristoforo è un’esagerazione, era per far capire ^^
      Comunque, forse non mi sono spiegata bene. Non dico che un autore debba prendere il “fa schifo” come una critica costruttiva, è chiaro che deve interrogarsi (o interrogare) sul perché. Dico solo che non è giusto liquidare un “fa schifo” solo come invidia, cattiveria o qualsivoglia, ma capire che a qualcuno il proprio romanzo, per usare un eufemismo, non è piaciuto, e poi chiedersi il motivo. Soprattutto quando uno, per recensire il mio libro, usa espressioni pesanti e a volte volgari; può essere che sia lui una persona maleducata che ama insultare random, ma mi chiederei prima di tutto cosa io abbia mai scritto per meritare tali insulti sul mio lavoro. Solo questo.

      • Sei tu che non hai capito XD
        “…i duelli SONO invece che tra i personaggi SONO combattuti da aggettivi e avverbi…”
        Intendevo esagerata nell’uso dei verbi ù_ù

        Ti eri spiegata bene, semplicemente la vedo in maniera diversa. Sempre posto che al “È bellissimo” l’autore chieda effettivamente perché sia piaciuto il libro, un commento il cui contenuto, e non solo il succo, sia semplicemente un “Che schifo”, magari ripetuto in varie forme più o meno volgari, non è una critica. E, prima che interrogarsi sul perché e sul percome a Tizio il propriolibro abbia fatto schifo, l’autore deve chiederlo al diretto interessato. Potrà poi vedere, in base alla risposta di Tizio, se c’è effettivamente qualcosa su cui lavorare (fa schifo per questo, questo e quest’altro), oppure sia semplicemente da ignorare il commento (fa schifo perché sì).
        Il “Fa schifo” deve far scattare la domanda “Cosa fa schifo?”, ma non nella mente dell’autore, bensì tra l’autore e il lettore. L’eventuale risposta del lettore farà scattare le varie domande nell’autore, ma tocca arrivarci insieme.

      • Ops! Sii più chiaro, non si capisce ^^ correggo subito.
        Sono d’accordo, ma a mio parere un “fa schifo” deve far accendere una lampadina.
        Posto che io sono comunque contraria al dire che una cosa faccia schifo o sia una schifezza, questo è un altro discorso. Che si possa usare termini diversi e argomentazioni più articolate credo sia cristallino.

      • Niet, voglio che tu usi l’intuito. E se non ce l’hai, che lo sviluppi ù_ù

        Ma infatit la lampadina la deve accendere. Solo che per me la lampadina è quella del “Chiediamo perché gli ha fatto schifo” e non quella del “Ma cos’è che fa schifo?”. Ho uno step in più, vuoi per il mio segno, vuoi per l’abitudine ad esser frainteso, che mi spinge a chieder prima cosa non vada bene a chi non va bene e poi a lavorarci sopra. Anche perché, se per me andava bene prima, difficilmente potrei accorgermi di qualcosa di sbagliato ad una “seconda” lettura.

      • Il “non si capisce” era riferito al primo commento. Non avevo capito che parlavi del mio uso indiscriminato dei verbi ^^

        Sì, chiaro anche questo. Se la risposta è “mi fa schifo perché ci sono gli elfi e gli elfi mi danno l’urticaria” si tratta di un’opinione personale. La prima persona a cui chiedere chiarimenti è sempre chi ha scritto il commento, ma purtroppo questo non avviene quasi mai, almeno per quanto ho visto finora. Ed è un peccato.

      • Lo avevo capito. Ho infatti detto che voglio tu usi il tuo istinto per capire che il mio “esagerata” si riferisse al doppio “sono” e non ù_ù

        Alt, se dice “mi fa schifo perché ci sono gli elfi” è già andato oltre. poi, ovvio, non lo si sta ad ascoltare nell’ambito del romanzo fantasy “classico”, am ha già superato il primo step. Da solo.
        Sì, è vero, non lo fanno mai. Ma non è che, per questo, siano loro nel giusto e il chiedere al diretto interessato sia una cosa sbagliata. Altrimenti tu dovresti vestire solo e soltanto di verde, ad esempio.

      • Sei tu che parli incomprensibile.

        E infatti del resto del discorso non ho capito un tubo. Rileggo.
        No, ancora non ho capito. Intendi che chi critica dovrebbe chiedere all’autore e io dovrei vestirmi di verde perché tu vuoi che mi vesta di verde? No, non ho capito un tubo.

      • Sei tu che non ti sei ancora abituata a come parlo ù_ù

        … No.
        Dico che se qualcuno commenta dicendo “mi fa schifo perché X”, allora l’autore non dovrà più chiedere “Ma perché ti fa schifo?”, saltando, quidi, questo step.
        Se poi la X è la presenza di elfi in un fantasy di stampo classico, l’autore può bellamente ignorare il parere, in quanto profondamente idiota.
        Dovresti vestirti di verde perché dalle tue parti lo fanno in fin troppi. Ma non lo fai, come è giusto che sia. perché se tanti fanno (o non fanno) una cosa, non significa che detta cosa, fatta o non fatta che sia, sia corretta.

      • Ok, su questo siamo abbastanza d’accordo. L’argomentazione ovviamente deve avere senso. Non dico che non esista gente con opinioni idiote, esempio estremo, il maschilista idiota che detesta i libri di Nihal perché la protagonista è donna. I libri sono mediocri comunque, ma la critica in sé è inutile e anzi imbecille.
        Sul fatto che ci sia poca iterazione tra lettori e scrittori (a meno che per “lettori” non si intendano ammiratori pronti a immolarsi ai piedi dell’autore-totem) sono ancora d’accordo, non per questo deve diventare la regola. Rispondere alle critiche dovrebbe essere una cosa stimolante anche per l’autore, ma loro “hanno una vita anche fuori da internet”. C’est clair, merci.


      • Esiste certa gente? Ma che si ammazzassero di seghe sulle tette di Nihal e non rompessero, via. L’unica donna che ha il ciclo una volta ogni settordici mesi, giusto per fare un po’ di lagna aggratis.
        La poca interazione, tra gli artisti presenti sul web ed il fandom, comunque, è solo italiana. In America non è raro trovare scrittori che dialogano abbastanza spesso con i propri fan sui propri blog o similari. e solitamente sono anche quelli che scrivono robe più originali e divertenti.
        E, visto l’uso che ne fanno della vita privata alcuni “autori”, direi che sarebbe meglio passassero più tempo a parlare con chi li critica e meno a cercare foto di serie televisive inglesi, ad esempio…

  2. Era un commento volutamente estremo e ridicolo, mi auguro che a tali vette di idiozia non si arrivi mai.
    Dio, non dico che uno scrittore debba essere 24/24 collegato alla rete a rispondere ai dubbi amletici dei propri lettori, ma un minimo di tempo lo deve loro, a parer mio. È una questione di rispetto.
    Poi lui è libero di non farlo, ma la fiducia dei lettori non si conquista chiusi in una torre d’avorio.

    • So naive…
      C’è di peggio, anche se non incentrato sul sesso della protagonista di una storia…
      Io ho detto “abbastanza spesso”, non che deve fondere un pc al giorno per stare su internet…

      • Di idioti è pieno il mondo, e siamo d’accordo, ma gli idioti, come ho scritto, leggono poco e criticano meno.
        Un minimo di partecipazione sarebbe gradita, sì.

      • Entra nel mondo dei forum sui manga, poi ne riparliamo…
        Ma giusto per dar senso al blog aperto, mica per altro…

      • Parliamo di libri, sono due cose diverse. Anche nell’ambito dei pregiudizi.
        Il senso ce l’ha. Scrivere e farsi leggere. Punto.

      • Sono diverse solo e soltanto nei pregiudizi. Per il resto, son la stessa cosa. Una storia raccontata. Il libro usa (quasi sempre) solo le parole, il fumetto lo affianca alle immagini. Per il resto, sono la stessa, identica cosa. E come esistono libri che sono dei capolavori, esistono dei fumetti, giapponesi, americani, europei o di altre parti del mondo, che sonoindiscutibilmente allo stesso livello. Idem per l’altra faccia della medaglia. Esistono libri buoni solo per riciclarne la carta usata e fumetti che ti chiedi perché siano stati fatti.
        Il pregiudizio è proprio quello di considerare una storia raccontata attraverso delle immagini, oltre che delle parole, inferiore ad una storia raccontata solo con la parola scritta. Non è così, ed infatti non in tutto il mondo viene vista così, vedasi il Giappone.

        ‘more mio, hai capito a quale blog mi stessi riferendo, quando dicevo che gli si dava un senso con un minimo di interazione tra creatore e lettore?

      • IO lo so questo, ma siamo in Italia, parlo del panorama italiano. Quello straniero (purtroppo) non lo conosco abbastanza per parlarne. E in Italia leggere un ottimo manga è generalmente considerato inferiore che leggere un pessimo libro. Che sia un pregiudizio stupido sono d’accordo.

        No, non l’ho capito.

      • Ma io parlavo con te degli idioti che “criticano” roba scritta in generale ù_ù
        E comunque, la roba peggio che intendevo io era del genere: “Tizio ha i capelli arancioni. Che schifo”, oppure, in opere con voragini logiche ben più profonde di quelle della Rosso: “Ma che dite? La trama è solidissima, si spiega tutto, nulla è insensato, siete voi che non capite nulla!” Ovviamente a pagina uno si dice che Tizio NON può fare una determinata cosa, a pagina due la fa e la spiegazione è che la fa perché… Perché la fa, punto.

        Il blog dell’ipotetico scrittore in cui si confronta con i suoi fan.
        Il tuo, di blog, è sostanzialmente un favore che stai facendo a me, lo so benissimo e te ne sono immensamente grato ogni volta che metti qualcosa di nuovo ^^

      • Comunque credo che il confronto sia fattibile solo fino a un certo punto, perché comunque parliamo di linguaggi diversi, senza che uno sia migliore o peggiore.
        E poi io non posso parlarne molto: mi piacciono, ne ho letti alcuni e ne leggo ancora, ma non sono certo un’esperta, neppure lontanamente. Quindi preferisco non entrare nel merito per non dire colossali boiate.
        Sul fatto che gli idioti siano dappertutto, rien de nouveau.

        Avevo capito che non parlavi del mio, io non ho scritto nulla, non ho lettori con cui confrontarmi ^^
        Ho una *vaga* idea, visto il commento precedente sul perdere tempo a scaricare immagini di telefilm inglesi da internet, ma non capisco il nesso con il discorso.

      • Ma noi parlavamo dei commentatori e non dell’oggetto commentato XD

        Hai me. Per ora.
        Se hanno tempo per far certe minchiate, su un blog in cui c’è un rapporto con il lettore, allora devono trovarlo anche per parlarci, con i lettori. E rispondere alle critiche.

      • Sì ma anche i commentatori sono italiani, ergo, vivono degli stessi pregiudizi.

        Non so dirti su questo. Non posso dire se lei abbia o non abbia risposto alle eventuali critiche. Non ne ho idea.

    • Dubito che un appassionato di fumetit li consideri inferiori ai libri. Sarebbe stupido. E si parlava di critiche idiote, tipo “Fa schifo perché ci sono gli elfi”, “Fa schifo perché Nihal è una donna” “Fa schifo perché Sakura ha i capelli rosa”.

      Non scriverebbe come scrive, se li avesse anche solo letit i commenti di critica. Scrive “perchè”, quella roba là che si spaccia per scrittrice professionista. Perchè.

  3. Dici? Secondo me alla stupidità non c’è limite, nemmeno in quell’ambito.
    Le critiche idiote no, non hanno ambito.

    Quello sarà una svista. E poi Word ha il correttore automatico per il “perché” ^^

    • Ma che non ci sia limite lo so bene anche io. Infatti dicevo che quelli dei manga sono più stupidi. Ed insensati.
      Per l’appunto ù_ù

      Dubito sia una svista, visto che lo scrive in ogni dove ed in ogni quando.

      • Bene, sono contenta di stare alla larga da quei forum allora.

        Nel senso di abitudine. Fastidiosissima, ma pazienza.

      • Qualche link dovrei ancora avercelo, se interessa XD

        Dice di far la scrittrice. Deve morire, altro che pazienza. Visto anche che spesso e volentieri il congiuntivo va a meretrici.

      • http://www.mangasocietas.com/
        Quello è quello che frequentavo io e dove ero moderatore.
        E dove avevo iniziato un’esperienza di giornale on-line.
        E dove ho conosciuto la mia ex.
        E dove ho conosciuto quella prima.
        E dove ho consciuto mia moglie.
        E dove ho conosciuto mia figlia.
        Più qualche altra persona. Ci ero molto affezionato, poi ci son stati dei problemi grossi (prima della rottura con la mia ex) e l’ho abbandonato. So che non se la passa benissimo, ma le vecchie discussioni dovrebbero ancora esserci. Tu guarda giusto quelle sui capitoli dei manga, che son quelle che interessano il discorso. Altro c’è, ovviamente, e parlo di relazionato a me.Ma è a tuo rischio e pericolo, ero lì dentro prima di morire, e te l’ho detto che ora sono una versione depotenziata di quello che ero prima… Inoltre, in qualche articolo del magazine, non senza motivo, facevo ben capire cosa provassi per la mia ex. Attenta ai denti.

        No, gli editor esistono per cacciare gente del genere. E correggere piccoli errori di distrazione a chi sa scrivere.

      • Lo so benissimo. E considera che dovresti andare a recuperare roba di tre anni fa circa. Il magazine dovrebbe non esser praticamente continuato, invece. Nato e morto con me, quanto lavoro c’era dietro…

        Se non si sa scrivere lo si capisce già da una pagina. E, ripeto, non sa scrivere.

      • È troppa roba!

        …già ce l’ho, grazie. Devo solo trovare la voglia, perché non è esattamente il mio genere…

    • Quattro mesi è durato quel magazine, non sedici anni. E ovviamente le recensioni dei capitoli dei manga puoi anche saltarle a pié pari.

      Ho una fanfiction, più breve, interessa?

  4. Sapete, signore… lo dico da lettrice estranea… è un po’ frustrante arrivare qui e vedere 800 commenti tutti di voi due che fate botta e risposta su argomenti per lo più estranei al post (devo ancora capire se vi amate alla follia o se vi odiate a morte! 😀 )… Un lettore del blog che capiti qui per caso è assai probabile che ne sia spaventato e se ne vada senza lasciare il commento che aveva nella testa, per non interrompere lo stream, invece che fermarsi e dare il suo contributo.
    Ovviamente a casa sua ognuno può fare ciò che vuole, ma se posso dare un suggerimento spassionato, per far crescere il blog sarebbe forse più utile riservare ad una chat privata il botta e risposta e lasciare tra i commenti del blog cose più inerenti al post.
    Spero che il tuo blog cresca ^^
    V

    • Ah ah non posso darti torto ^^ Hai ragione, vedrò di cominciare con le bacchettate sulle dita, a partire dalle mie ^^
      Grazie comunque per il suggerimento, metterò in pratica.
      A presto ^^

      • Ehi, non troppo forte le bacchettate! Non hai idea di quanto male facciano 😦 (io che suono lo so bene!)
        V

        PS: però potresti dirmelo… vi amate alla follia o vi odiate a morte? Davvero non sono riuscita a capirlo 😀

      • Bacchettate virtuali, ci tengo alle mie dita, non sono riuscita ad affinare la capacità di scrivere con il naso ancora ^^

        Ps: nessuna delle due. Non ci odiamo, ma io sono un cancro e lui (è un lui ^^) è un leone. Ergo, uno ruggisce e l’altra tira fuori le chele.
        Ma di sicuro non ci amiamo alla follia ^^

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