L’ Ordine della Spada

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Black Friars – l’ordine della spada.

Sinossi (da ibs.it):

Black Friars - l'Ordine della Spada - Virginia de Winter - 2010, 682 p. - Fazi

Chi è Eloise Weiss? Perché il più antico vampiro della stirpe di Blackmore abbandona per lei l’eternità suscitando le ire di Axel Vandemberg, glaciale Princeps dello Studium e tormentato amore della giovane?
La Vecchia Capitale si prepara alla Vigilia di Ognissanti e il coprifuoco è vicino perché il Presidio sta per aprire le sue porte. Il lento salmodiare delle orde di penitenti che si riversano per le vie, in cerca di anime da punire, è il segnale per gli abitanti di affrettarsi nelle proprie case, ma per Eloise Weiss è già troppo tardi. Scambiata per una vampira, cade vittima dell’irrazionalità di una fede che brucia ogni cosa al suo passaggio. In fin di vita esala una richiesta d’aiuto che giunge alle soglie della tomba dove Ashton Blackmore, un redivivo secolare, riposa protetto dalle ombre della Cattedrale di Black Friars. Il richiamo della ragazza è un sussurro che si trasforma in ordine, irrompe nella sua mente e lo riporta alla vita. Nobili vampiri di vecchie casate, spiriti reclusi e guerrieri, eroici umani e passioni che il tempo non è riuscito a cancellare: “Black Friars. L’ordine della spada” è un mondo nuovo che profuma di antico, un romanzo che si ammanta di gotico per condurre il lettore tra i vicoli della Vecchia Capitale o negli antri del Presidio, in un viaggio che continua oltre la carta e non finisce con l’ultima pagina.

Nove punti chiave:

Attenzione: di seguito mostruosi spoiler!

1.   Occhi

Non si può giustamente parlare di Black Friars senza parlare di occhi. Abbiamo occhi di un viola così profondo da sembrare nero, il colore delle ametiste contro il cielo notturno, occhi di un verde tenero appena dorato, troppo trasparenti e troppo simili a vetri colorati, occhi di un viola così scuro e profondo che le spalancarono nella mente un abisso in cui poteva soltanto precipitare, occhi di un viola incredibile, il colore profondo e trasparente di un mare notturno che custodiva fondali di rocce argentee e lampi di blu, e per finire (si fa per dire) occhi che avevano la sfumatura perfetta del mare dove il fondo è talmente lontano da conferire all’acqua l’aspetto di un cielo notturno, profondo e denso, quando il desiderio di affogare è un dolore intenso, al punto da cancellare ogni traccia di ragione.
Personalmente, a me piacciono queste descrizioni, sul serio. Sarà l’animo antico e poetico che cerco di nascondere sotto tonnellate di sarcasmo, ma mi piacciono. Mi piacciono meno quando vengono ripetute tutte le volte che la protagonista guarda negli occhi qualcuno. Alla lunga porta me medesima a lanciare il libro attraverso la stanza, e non è carino.

Oh, dimenticavo:

Il Cielo, visto dalla prospettiva degli Angeli condannati che precipitavano dalle sue altezze, doveva aver posseduto quella stessa sfumatura di blu, profonda e perfetta come la nostalgia dei demoni relegati all’Inferno.

2.    Axel
Ecco, vale la pena di leggere questo libro anche solo per Axel Vandemberg. La storia è guardata per la maggiore attraverso il punto di vista di Eloise, ragione per la quale fin da subito in me è nata un’antipatia totale per questo personaggio. Mi sembrava di avere a che fare con Edward Cullen 2.0, un uomo supponente e possessivo che crede di poter decidere da solo che cosa sia meglio o peggio per la sua ragazza anche se lei (giustamente) non vuole saperne di lui.
Arrivata alla fine, avevo gli occhi a cuoricino come la peggiore delle fanghérl. Quando lui dice a Eloise «Quando mi vedi, quanto tempo impieghi prima di ricordare che mi odi?» ho cominciato a traballare, arrivata a «Se devo scegliermi una tomba, fa’ che siano le tue braccia» ho detto addio in via definitiva alla mia dignità.

3.    Vampiri
Non sono certo i vampiri della Rice, ma, per carità, non sono nemmeno quelli di Twilight. Vivono a contatto con la società ma non sono accettati da tutti, non possono essere toccati da oggetti consacrati, sono vulnerabili al fuoco e alla luce diretta del sole. Non aggiunge niente alla figura del vampiro classico, ma visti i risultati di chi ultimamente ha tentato di farlo (scuola superiore per Vampiri, sigh!) direi che questo rappresenta anche una nota positiva.
Ho apprezzato anche l’atteggiamento supponente di Ashton: finalmente un maledetto vampiro che si esprime come una creatura centenaria e non come un liceale alla sua prima cotta.

4.    Atmosfera
Qui parliamo di gusto, probabilmente, ma io le atmosfere gotiche le amo e le adoro. In realtà un difetto dell’autrice è stato probabilmente quello di dare per scontate fin troppe cose nella sua ambientazione. Ho apprezzato il tentativo di schivare gli infodump lasciando scoprire il mondo al lettore pagina dopo pagina, ma almeno per quanto mi riguarda, il tentativo è fallito. Avrei preferito mezza paginetta di spiegazione sull’organizzazione delle varie Nationes e delle Fraternitas che starmi a interrogare per ore senza trovare risposta.
Per dire, sarà sfuggito a me nel primo, ma la vera funzione del Duca della Chiave l’ho capita solo leggendo il secondo libro.

5.    Tra cielo e terra
Eh, il Nulla non affligge solo Fantasia, è entrato di peso anche in questo libro. In generale compare quando si tratta di parlare di cielo. Un esempio:

Il cielo sopra di loro era una distesa di blu appena velato, a cui la nebbia conferiva la consistenza del velluto più morbido; la luna nuova era nascosta, inghiottita dalla sua fase più oscura, e le stelle erano libere di occhieggiare, padrone dell’immenso, come minuscoli grani di sabbia argentea lanciata dal caso su un drappo scuro. La nebbia attutiva il loro splendore, riducendolo a un ammiccare discreto, come bambine piccole che sussurrassero segreti tra loro, al riparo dalla curiosità degli adulti.

Traduzione: era notte e c’era la nebbia.
Stesso discorso di quello sugli occhi: a me questo modo di scrivere piace, per quanto capisco che a livello di tecnica sarebbe da mandare al rogo, ma a lungo andare rallenta talmente tanto la lettura che mi ritrovavo a saltare interi paragrafi per cercare il punto in cui la scena arriva al dunque. Posso leggere del cielo all’inizio del romanzo, quando non so ancora niente, ma una volta che ho conosciuto i personaggi e mi ci sono affezionata è di loro che volgio leggere, e non del tempo fuori dalla finestra.

6.    Adrian
Dico Adrian perché è il mio personaggio preferito, ma avrei potuto dire Bryce, Ross, Stephen, Megan, Cain, e via dicendo.
Il punto di forza di questo romanzo secondo me sta proprio nella caratterizzazione dei personaggi, le cui vicende e problemi sono in grado di coinvolgere quanto quelle dei protagonisti, a volte anche di più.
Se leggerò il sequel sarà soprattutto per vedere se finalmente Lara si deciderà a cedere al corteggiamento di Gil Morgan. No, non sto scherzando.

7.    Triangolo
Me l’aspettavo, sinceramente. La quarta di copertina non aiutava, e ho cominciato a leggere con il bieco pregiudizio di trovarci la solita storia pacchiana dell’umana indecisa tra un vampiro gnokko e un umano altrettanto gnokko.
Sono stata molto felice di sbagliarmi. La protagonista è innamorata di Axel a pagina uno e rimane tale per tutto il romanzo, fino a pagina seicento. C’è stato qualcosa tra lei e Ashton ma niente a che vedere con quell’amore o anche solo quell’attrazione fisica che può esserci tra due persone.
Ancora una volta, lui è un vampiro e si comporta come tale, e lei rimane “fedele” ai sentimenti che prova per il ragazzo che ha amato fin dall’infanzia.

8.    Intreccio
Sarà che la qualità delle mie letture è andata peggiorando negli ultimi anni, ma trovare un intreccio coerente e che funzioni è stato sufficiente a gratificarmi dei soldi spesi. C’è un motivo plausibile per cui Ashton sceglie proprio Eloise, c’è un motivo per cui lei odia Axel, c’è un motivo di tutti i loro vagabondaggi, e per una volta tanto ho proseguito nella lettura con la curiosità di scoprire la soluzione e non con il broncio perché tale soluzione era ovvia già a pagina uno.
Nonostante le aspettative basse che nutrivo nei suoi confronti, è stato capace di sorprendermi, e questo mi ha fatto piacere.

9.    Il paese degli Gnokki
Ecco, se proprio devo chiudere con un difetto, posso dire che se da giovane lettrice che si porta dietro ancora qualche briciola di adolescenza (sono un’eterna diciassettenne, dopotutto) ho adorato ogni singolo personaggio di questo romanzo, il mio occhio acido e critico non ha potuto fare a meno di notare quanto non ce ne fosse uno che non trasudasse fascino, che non avesse un sorriso disarmante, occhi nei quali si vedono interi ecosistemi, pelle perfetta – e qualsiasi altra cosa faccia intendere che i bambini nati brutti li buttino nel fiume appena nati.
Insomma, non siamo ai livelli del dio greco, ma uno studente con il naso storto o con la faccia da cavallo ancora non si è visto nella Vecchia Capitale.

Il giudizio complessivo comunque è positivo. Non è un libro privo di difetti, a onor del vero ho cominciato a leggerlo con l’occhio critico e a pagina dieci volevo già buttarlo dalla finestra, ma poi ne sono stata catturata: dalla trama, dall’intreccio, dai personaggi, dall’atmosfera, e chissenefrega da cosa, è stato magnetico, mi ha trascinata dentro e mi ha tenuta incollata alle pagine fino a notte inoltrata per finirlo.
E, al diavolo, mi è piaciuto. Tanto.

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      • Allora non capisco. Eloise odia Axel, ma è la sua fidanzata, ma non ne vuole sapere di lui, ma lo ama dall’infanzia e continua ad amarlo.
        Vien quasi il dubbio che la tua non sia una recensione, ma una trollata.

      • Una trollata?
        No, ero molto seria. C’è un motivo valido per cui lo odia, non sono più fidanzati, ma lei nonostante tutto continua ad amarlo. E non si lascia sedurre dal primo cretino che passa per strada e le fa gli occhi dolci, come nessuno degli altri personaggi muore dalla voglia di portarsela a letto. Anzi, ad alcuni sta anche antipatica.

      • Me non capisce.
        O forse sì, ma speravo di esser l’unico psicopatico a riuscire ad amare e odiare contemporaneamente una persona. per di più, odiandolo, continua ad averci a che fare. Faigo.

      • Immagino non possa cambiare città o facoltà, ovviamente. Ma una denuncia alla polizia per toglierselo di torno poteva anche farla.

      • No, non può, per tutta una serie di motivi che non ho voglia di elencare, ma che sono validi. Inoltre, non lo vuole davvero.

      • Io continuo a voler vedere del vero e sano odio profondo. Tra tutti i sentimenti rappresentati nei vari libri, quello mi manca…

      • Il paranormal romance non credo lo digerisca, in effetti…
        Ma se dici che merita potrei anche farci un pensierino sopra. Dopo la Guida e le cinque Songs.

      • Ottima cosa che il secondo si capisca senza aver letto il primo…
        Ma non sono gli occhi a disturbarmi (più di troppo. Dopo un po’ perculo e passo avanti).

      • Parlando in generale, il lovvo indiscriminato, tutti fighi ovunque, la protagonista predestinata perché sì, i vari deus ex machina per parare il culo ai protagonisti, la morale bigotta che si trova alla fine della storia, le voragini logiche, la pessima scrittura, la noia che sopravanza a pagina zero, l’assenza di una vera e propria storia che vada oltre al “è figo, è un personaggio fentasy, voglio farmelo, anche se tenteranno di impedirmelo”.
        E qualche elemento qui c’è, visto che anche tu hai saltato interi paragrafi.

      • Capito.
        Beh, almeno dopo questo gli “occhi del demonio” non dovrebbero più sembrarti così male come descrizione…

      • Occhi demoniaci, sembravano provenire direttamente dall’inferno e scrutare tra le più profonde sfumature dell’anima come una caromante ammantata di nero e dalle mani di madreperla. Ecco, così è più bello.

  1. Preferisco: “La guardai negli occhi. Gli occhi del demonio, come li avevo soprannominati tempo addietro. Non perché lanciassero fiammate o fossero particolarmente crudeli, no. Erano gli occhi del demonio perché mi avevano completamente ammaliato con un solo sguardo. Come fossero latori di un sortilegio demoniaco, per l’appunto.”

  2. Vedi? Io sono brava: dal blog di Werehare vado pure in giro a rumegare nelle casette degli altri commentatori! Mi è piaciuta la tua recensione, mi hai incuriosita. Lo metterò in lista di lettura ^^
    V

      • Ehi, peggio di Twilight non può essere… e mi sono letta tutta la serie solo per ridere ancora di più con le recensioni delle Malvestite 😀
        V

      • Sicuramente appartiene alla lista dei libri su cui si può scrivere recensioni più appassionanti del libro stesso ^^
        Comunque l’ho trovato un po’ meglio di molti altri, non fosse altro per la presenza di una trama di fondo che riusciva a dare oltre il Lovvo ^^

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