Inheritance

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Trama (da Ibs.it):

Sembrano appartenere a un’altra vita i giorni in cui Eragon era solo un ragazzo nella fattoria dello zio, e Saphira una pietra azzurra in una radura della foresta. Da allora, Cavaliere e dragonessa hanno festeggiato insperate vittorie nel Farthen Dûr, assistito ad antiche cerimonie a Ellesméra, pianto terribili perdite a Feinster. Una sola cosa è rimasta identica: il legame indissolubile che li unisce, e la speranza di deporre Galbatorix. Non sono gli unici a essere cambiati: Roran ha perso il villaggio in cui è cresciuto, ma in battaglia si è guadagnato rispetto e un soprannome, Fortemartello; Nasuada ha assunto il ruolo di un padre morto troppo presto; il destino ha donato a Murtagh un drago, ma gli ha strappato la libertà. E ora, per la prima volta nella storia, umani, elfi, nani e Urgali marciano uniti verso Urû’baen, la fortezza del traditore Galbatorix. Nell’ultima, terribile battaglia che li attende rischiano di perdere ciò che hanno di più caro, ma poco importa: in gioco c’è una nuova Alagaèsia, e l’occasione di lasciare in eredità al suo popolo un futuro in cui la tirannia del re nero sembrerà soltanto un orribile sogno. Tutto è iniziato con “Eragon”, tutto finisce con “Inheritance”.

Avevo bei ricordi di Eragon.
Ad anni di distanza l’ho rivalutato, ma comunque è stata una lettura piacevole, che mi ha coinvolto. Eldest mi era piaciuto un po’ meno, ma non mi aveva deluso. Dopo il vuoto siderale di Brisingr poteva solo migliorare, invece Christopher Paolini è riuscito in un’impresa che sembrava impossibile: è riuscito a fare peggio.

Nove punti chiave.

Attenzione: di seguito mostruosi spoiler

Inheritance o la Volta delle Anime Christopher Paolini 2011, 834 p., Rizzoli

1.    Murtagh
Un’occasione sprecata. Che si sarebbe ribellato l’avevamo già intuito, che avrebbe cambiato nome liberandosi dal controllo del Re era ovvio – ma che il Re non si accorga di nulla mentre amoreggia con Nasuada e progetta di fuggire con lei sotto il suo naso va oltre la mia comprensione. A questo punto mi domando come un simile fesso sia rimasto sul trono tanto a lungo.
Nel finale, ennesima delusione. Scompare nel nulla, e tanti saluti. D’altronde, dopo una vita di sofferenza e prigionia, si merita più di ogni altro di rimanere solo come un cane.

2.    Walt Disney.
La scena della morte del Re è degna di un classico Disney. Dopo che Murtagh ha tradito il Re usando contro di lui il nome dei nomi insegnatogli proprio da lui (no comment), Eragon lancia a Galbatorix un incantesimo:

(…) voleva che Galbatorix capisse, si persuadesse dell’ingiustizia delle sue azioni.

E ancora:

Il sortilegio non avrebbe mostrato a Galbatorix soltanto l’ingiustizia delle sue azioni, ma lo avrebbe costretto a provare sulla sua pelle tutte le emozioni- belle e brutte – che aveva suscitato negli altri dal giorno in cui era nato.

In pratica, il trucco di Eragon è far capire al re quanto è stato cattivo. Cioè, wow.
Ovviamente, l’incantesimo funziona, e il Re esplode

(…) in un lampo di luce più abbagliante del sole

In tutto questo pathos, il drago del Re rimane fermo, a farsi ammazzare, nonostante possa schiacciarli tutti (draghi compresi) con una sola zampa, date le sue dimensioni. Ancora, wow.

3.    Addio, padron Frodo
Alla fine Eragon adempie alla sua profezia andandosene per chissaddove a bordo di una barca con cuori e uova per trovare un posto lontano dai cattivi e dai potenti (e quindi cattivi anche loro) per custodire gli Eldunarì e addestrare i nuovi cavalieri.
Nonostante abbia un drago (che significa poter tornare a casa quando si vuole senza sorbirsi i ritardi di Trenitalia o sfiancanti viaggi a piedi), visto che la profezia dice che non tornerà mai ad Alagaësia, lui decide di non tornare mai ad Alagaësia.
Come se l’oroscopo di domani mi dicesse che cadrò dalle scale, e io mi buttassi dai gradini per far sì che si avveri. Ha perfettamente senso.
Ovviamente, non sono risparmiati addii lacrimevoli e frasi fatte in sconto comitiva.

4.    Scoperte
Eragon scopre che la terra è tonda.
Pur considerando che è nato contadinotto ignorante, si è dovuto sorbire prima mesi di lezioni e storielle da Brom, poi tutte le lezioni di Oromis e Drago, inoltre ha incontrato millemila elfi noti per essere saggi (oltre che leggiadri, ovvio). Possibile che nessuno abbia mai pensato di accennargli a com’è fatto il mondo in cui vive?
Dubito che con una tradizione secolare di cavalieri di Draghi nessuno prima di Eragon avesse mai capito che la terra è tonda.
E anche se fosse, è una tamarrata.

5.    Roran
Il secondo grande protagonista del romanzo. Quando capivo che toccavano i capitoli dedicati a lui mi veniva l’orticaria.
Se tutto il libro è noioso, i capitoli su Roran potrebbero essere isolati e usati come cura contro l’insonnia. Purtroppo ci sono alcuni punti talmente ridicoli che risvegliano il lettore, che crede di aver letto male e rilegge meglio. E purtroppo si rende conto che le assurdità non erano dovute alla sonnolenza, erano scritte davvero.
Roran è la mente dalle geniali idee per rompere assedi, fermare gli attacchi e uccidere conti cattivi. Roran va in giro facendo la ruota come il pavone per via della sua parentela con Eragon (contento lui), salvo trasformarsi in maritino premuroso in presenza della sposina incinta. Roran vince tutte le battaglie nonostante abbia zero esperienza militare avendo fatto in contadino fino all’altro ieri, usa trucchi che non ingannerebbero un bambino ma che ingannano puntualmente l’astutissimo esercito nemico.
È il principale responsabile della sequela di scene inutili alla costruzione del romanzo. Si vede che a Paolini stava simpatico (per quello che ho visto io, la maggior parte dei lettori non è d’accordo).

6.    Inutilità
Se molti si erano chiesti, data la scarsità di eventi, se Brisingr fosse davvero necessario, Inheritance dà la risposta definitiva: no. Su ottocento pagine forse un quarto sono davvero necessarie alla costruzione della storia e allo sviluppo dell’intreccio, il resto sono divagazioni senza senso. L’assedio di Arughia poteva essere tagliato del tutto, quello di Dras Leona durare la metà (se non meno, tanto nessuna delle due città era indispensabile al Re). In particolare, ho trovato assurdo che la parte dell’effettivo scontro con il Re durasse meno che la parte della nascita della figlia del fabbro e della sua guarigione dal labbro leporino (bambina che non comparirà mai più nel resto del romanzo). Citando Ron Weasley, he needs to sort out his priorities.

7.    Arya
È lei il cavaliere del drago verde! Ed è anche regina degli elfi!
Perdonatemi se non faccio i salti di gioia.
A parte tutto, è interessante mettere il drago verde in copertina quando il ruolo di questo drago è praticamente nullo (nemmeno quello di procreare, visto che di uova ce ne sono in quantità). Ci sono solo le scene del corteggiamento tra lui e Saphira che fanno arrossire Eragon, che carino! Ma purtroppo la famosa profezia impone ai due draghi di separarsi subito. Che peccato.

8.    Re
Francamente, non ho capito cosa ci sia che non vada in Galbatorix. L’assassinio di tutti i cavalieri dei draghi risale a centinaia di anni prima. Gli elfi sono eterni e non dimenticano, mi sta bene. Il Surda sostiene i ribelli, e mi sta bene – anche se il perché ci siano dei ribelli ancora non mi è chiaro. Ma non mi sembra che la popolazione se la passi male sotto il suo regno. Non mi sembra di aver mai letto di persecuzioni, schiavitù, deportazioni, genocidi, rapimento di bambini per giocare al tiro al piattello – niente di tutto ciò. In realtà mi sono sembrati peggiori i buoni che andavano in giro a saccheggiare i villaggi, uccidere la popolazione, distruggere magazzini e raccolti condannando la gente alla fame. I piani di Galbatorix sono sensati e condivisibili.
E mi starebbe anche bene, se non fosse che al lettore non è data la possibilità di scegliere: ci si ritrova di fronte alla realtà dei fatti che Galbatorix è cattivo perché sì, e gli altri sono buoni per lo stesso motivo. Una buona occasione sprecata.

9.    Nasuada
La nuova regina, che vuole controllare la magia esattamente come faceva Galbatorix. Un rinnovamento degno della politica italiana. Carina la scena dell’elezione, in cui elfi e gatti e nani giocano ai mafiosi alla «decidete il Re che volete, noi non interveniamo, ma se non decidete chi vogliamo noi vi facciamo la guerra». Cristallino.
Carino anche lo sviluppo della storia tra lei e Murtagh, che porta al nulla più totale, perché lui prende e se ne va lontano. Probabilmente aveva appena scoperto di averla messa incinta.

In sostanza, una delusione su tutti i fronti.
Lato positivo: era l’ultimo.

Grazie al cielo.

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  1. A casa ho solo Eldest e l’ho abbandonato dopo una ventina di pagine. Scrittura da adolescente per adolescenti (e non è un adolescente-genio, checché me ne dicano i maestri del marketing statunitense).

    • No, non lo è. Purtroppo dal primo libro invece di migliorare ha allungato il brodo talmente tanto che da infantile ma scorrevole è diventato insipido e rindondante. E noioso, molto noioso.

      • la tua testa è noiosa!!! non so se abbiamo letto lo stesso libro, un conto è dire che non ti piaccia ma che sia noioso è un’altra cosa -.- ! e non è affatto vero che è scritto solo per adolescenti, perchè è scritto bene, e le descrizione sono altrettanto belle! -.-

      • Può anche essere che abbiamo letto lo stesso libro ma a te è piaciuto, mentre io l’ho trovato noioso.
        Questa è la “valutazione” che mi sento di dare per quello che ho letto e imparato studiando scrittura, ma se a te è piaciuto, benissimo; noioso è pensarla tutti allo stesso modo.

  2. E’ noiosa tutta la parte dove roran fa gli assedi, sono tutti scontati!! Lui alla fine vince sempre facendo delle cose che potrebbero essere pensate da un bambino dell’asilo nido che gioca con i soldatini! Poi la fine del libro è insensata come hai gia detto!

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